martedì 14 maggio 2013

Toc Toc: sono l’Italiano

“Serata al quanto stancante”;“Pultroppo non posso….”;“Sta sera vado al cinema “.

Sempre più spesso troviamo di questi errori non solo su pagine di social network, ma anche su giornali e tv.

Assistiamo, a mio avviso, a un progressivo impoverimento della lingua italiana nella totalità dei suoi componenti, dalla grammatica al lessico.
Fermo restando che possiamo definire la lingua come un organismo vivente in continua evoluzione, passatemi il paragone con l’evoluzione biologica: la Vita si è sviluppata partendo da esseri  monocellulari  che nel corso dei millenni combinandosi tra loro hanno formato via via organismi sempre più complessi fino ad arrivare a quella che a noi tutti piace definire la macchina perfetta ,” L’uomo “ (mi scuso per l’eccessiva semplificazione ) .Per la lingua italiana possiamo invece affermare il contrario, da un organismo complesso si va verso quello che possiamo definire un organismo Monocellulare.
Di certo non sono un nostalgico di termini quali “ essi, costoro, etc.…”, capisco benissimo che il processo di rinnovamento linguistico passa per una semplificazione dei costrutti e in alcuni casi del lessico; la prima cosa che mi viene in mente è per esempio la perdita dei casi (nominativo genitivo dativo accusativo ablativo vocativo)nel passaggio dal latino al volgare .

Detto questo se la semplificazione diventa un impoverimento, allora dico NO!
La lingua italiana offre una possibilità di costrutti e una ricchezza lessicale che sono un patrimonio della nostra cultura e che dovrebbero essere preservati e non ridicolizzati o addirittura stigmatizzati : troppo spesso ho sentito etichettare qualcuno che usa nelle ipotetiche congiuntivo e condizionale correttamente, oppure usa termini che leggermente si discostano da quelli d’uso comune , con frasi del tipo “parli come un libro stampato “ .
Beh quello che penso è che noi tutti dovremmo leggere di più poiché la lettura è uno degli strumenti che ci permettono di arricchire il nostro lessico e di confrontarci con periodi e costrutti linguistici che rendono più ricco, e non 
noioso , il nostro linguaggio.

Tornando al titolo di questo articolo, se l’italiano bussa alla vostra porta (ad esempio se trovate una parola che non conoscete, non rassegnatevi, ma cercatela nel vocabolario) e non comportatevi come assai spesso si fa con i testimoni di Geova, bensì: APRITE!

1 commento:

  1. Se è Dan Brown gli apro la porta?

    Francesca

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